
Stagione 2026/27
Molière
L'arte della beffa
Lo spettacolo
La vita di Molière, dalla bottega del padre tappezziere alla corte del Re Sole, fino alla morte in scena tra le risate del pubblico.
Destinato a fare il tappezziere come il padre, scoprì il teatro grazie al nonno e ai comici italiani di strada. Quindici anni di tournée per la Francia, tragedie fallimentari e la prigione per debiti, poi le farse geniali che lo riportarono a Parigi, a recitare per Luigi XIV.
Amato dal re e dal pubblico, odiato da cortigiani, accademici, medici e ipocriti che metteva in ridicolo, rivoluzionò il teatro trasformando le maschere in donne e uomini veri. Morì in scena, dove aveva vissuto. Signore e signori, ecco a voi Molière.
Crediti
- Con
- Alessio Boni [CAST IN VIA DI DEFINIZIONE]
- Testo
- Francesco Niccolini
- Drammaturgia
- Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini, Marcello Prayer
- Produzione
- Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Scheda completa: note di regia, cast e rassegna stampa
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
presenta
ALESSIO BONI
in
MOLIÈRE
L’arte della beffa
testo di FRANCESCO NICCOLINI
liberamente ispirato da
Vita del Signor Molière di Michail Bulgakov
drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer
cast in via di definizione
DISPONIBILE DA GENNAIO 2027Era destinato a diventare un tappezziere come suo padre, ma suo nonno lo portava sempre a vedere gli spettacoli di strada dei comici italiani e lui, appena fu grande abbastanza, si diede al teatro.
Partì insieme ad una compagnia viaggiante e trascorse quindici anni in giro per la Francia: oltre che attore divenne autore, prima di tragedie di pessima riuscita che lo portarono fino alla prigione per debiti, poi di farse divertentissime e geniali e, visto che nessuno ne scriveva come lui, la sua fama lo riportò a Parigi, a recitare per Luigi XIV, il Re Sole.
Da quel momento fu l’uomo di teatro più amato dal Re e dal pubblico parigino, ma anche il più odiato da tutti gli altri attori. Enon solo: cortigiani arrivisti, accademici bigotti, medici affaristi, ipocriti uomini di fede, mercanti arricchiti, mariti traditi, donne troppo alla moda, intellettuali salottieri e tanti altri gli giurarono vendetta perché lui li copriva di ridicolo in scena e faceva ridere tutta Parigi castigando, con loro, l’infinita gamma dei vizi umani.
Qualcuno ha scritto che il suo teatro trasformò gli artigiani e i bottegai parigini nel popolo che, un secolo dopo, fece la prima Rivoluzione d’Europa.
Di sicuro rivoluzionò il teatro: commedia dopo commedia i suoi personaggi diventarono veri: non più maschere, ma donne e uomini vivi; con lui il palcoscenico diventò specchio della realtà, luogo privilegiato dove guardare dentro se stessi e gli altri. E dove ridere di tutto, anche delle ferite dolorose che l’era moderna già apriva nelle coscienze. Sempre con un’inesauribile vena comica, sempre fermando la sua follia creativa alle porte del tragico.
I suoi nemici divennero troppi, la censura non gli dava pace, i gusti del re iniziarono a cambiare e le persone che più amava iniziarono a tradirlo, ma lui non smise di battersi come un leone per il suo teatro e la sua compagnia, scrivendo i suoi capolavori più celebri.
Come la sua vita sembra uscita da un romanzo, anche la sua mortenon è da meno: morì in scena, dove aveva vissuto, fra le risate del pubblico e l’incredulità dei suoi attori.
Dopo il funerale segreto riservato agli attori che non abiuravano il loro mestiere, quando cent’anni dopo la nuova Francia repubblicana ne cercò la tomba per trasferirne il corpo in un mausoleo dedicato al genio più illustre della nazione, non riuscirono a trovarlo.
Ce n’è abbastanza per credere che sia solo un morto immaginarioe che, vivo e modernissimo come il suo teatro, continui la sua tournée per i teatri di tutto il mondo, ispirando i grandi successi di ogni tempo.
Signore e signori, ecco a voi Molière!
Date
- Nuove date in arrivo.

