Rosencrantz e Guildenstern sono Morti
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Stagione 2026/27

Rosencrantz e Guildenstern sono Morti

di Tom Stoppard

Lo spettacolo

Il classico di Tom Stoppard incontra la Commedia dell'Arte: l'Amleto spiato dal buco della serratura attraverso gli occhi di due personaggi secondari.

Da oltre sessant'anni Rosencrantz e Guildenstern sono morti viene rappresentato in tutto il mondo ed è diventato un classico amato del teatro contemporaneo. In questo allestimento l'umorismo inglese di Stoppard si mescola alla tradizione comica della Commedia dell'Arte, per esaltare insieme la riflessione esistenziale del testo e la sua forza comica.

Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli sono Rosencrantz e Guildenstern, un duo di maschere tragicomiche; Paolo Sassanelli è il Capocomico. Al centro della scena una grande macchina teatrale, tra il carro dei comici e il palcoscenico elisabettiano, che si trasforma di volta in volta in teatro, castello e nave.

Crediti

Con
Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli, Paolo Sassanelli
E con
Andrea Pannofino, Chiara Mascalzoni
Scena
Luigi Ferrigno
Musiche
Natale Pannofino
Regia
Alberto Rizzi
Traduzione
Lia Cuttitta (Sellerio editore)
In collaborazione con
Ippogrifo Produzioni, Comune di Verona – Estate Teatrale Veronese
Durata
1h 20' circa, atto unico
Scheda completa: note di regia, cast e rassegna stampa

FRANCESCO PANNOFINO – FRANCESCO ACQUAROLI – PAOLO SASSANELLI

in

ROSENCRANTZ e GUILDENSTERN SONO MORTI
di TOM STOPPARD

e con
Andrea Pannofino e Chiara Mascalzoni

scena
LUIGI FERRIGNO

musiche
NATALE PANNOFINO

regia
ALBERTO RIZZI

In collaborazione
con Ippogrifo Produzioni e Comune di Verona-Estate Teatrale Veronese ETV

In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di United Agents Ltd
Tom Stoppard, Rosencrantz e Guildenstern sono morti, traduzione di Lia Cuttitta, pubblicato in Italia da Sellerio editore
Da oltre sessanta anni Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard viene rappresentato in tutto il mondo ed è diventato, dunque, un classico amato e apprezzato del teatro contemporaneo.

In questo nuovo allestimento della commedia abbiamo deciso di mescolare l’umorismo inglese di Stoppard alla tradizione comica della Commedia dell’Arte, per creare uno spettacolo che esplori la profonda riflessione esistenzialista/filosofica del testo originale, esaltandone la potenza comica ed emotiva che caratterizza la pièce.

Il testo è un Amleto rivisitato, spiato dal buco della serratura attraverso lo sguardo colmo di dabbenaggine dei due protagonisti Rosencrantz e Guildenstern che, quando guardano l’intera vicenda del principe danese, ne colgono soltanto i tratti surreali e farseschi.

Stoppard, del resto, è noto al grande pubblico per aver scritto la sceneggiatura di Shakespeare in love dove si intrufolava nel dietro le quinte di Romeo e Giulietta, mentre con Rosencrantz e Guildenstern sono morti si butta a capofitto nel backstage dell’Amleto. Prende, infatti, due personaggi secondari dell’Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guildenstern, e ne fa i protagonisti di una commedia dai toni bizzarri.

In scena una coppia di grandi attori – Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, rispettivamente nei panni di Rosencrantz e Guildenstern – diventa un duo di maschere tragicomiche, accompagnata da Paolo Sassanelli nel ruolo del Capocomico.

Al centro della nostra messinscena una grande macchina scenica, un marchingegno medievale che mescola il teatro/carro della Commedia dell’Arte con il palcoscenico a due piani tipico del teatro elisabettiano; una scenografia giocosa e mutevole, in continuo movimento, che si trasforma ora in teatro, ora in castello, ora in nave.

Anche i costumi d’epoca possono essere trasformati e alterati, in una dinamica che continua a esplicitare il teatro dentro il teatro. Del resto, se Stoppard, con la sua pièce vuole rileggere l’Amleto in chiave comica anche la nostra messa in scena vive di questa suggestione metateatrale.

Uno spettacolo giocoso, dinamico, dal sapore del teatro di strada, popolare – nel senso più shakespeariano del termine – espressione di un teatro stratificato che possa emozionare e parlare a tutti.

Note di regia
Ho sempre pensato che fosse geniale l’idea di Tom Stoppard di spiare l’Amleto dal buco della serratura, di guardarlo attraverso i due clown, i due guitti, Rosencrantz e Guildenstern, e di trasformare la più grande tragedia di tutti i tempi in una farsa sull’esistenza umana. Penso che il testo abbia avuto, in tutti questi anni, grande fortuna e sia molto amato proprio per la freschezza dei dialoghi, l’arguzia delle trovate sceniche, la capacità di prendere due personaggi secondari dell’opera di Shakespeare e di farne i protagonisti di una storia divertente ed esistenziale.

Con questo allestimento vorrei presentare al pubblico italiano uno spettacolo nuovo, divertente, che mescoli l’umorismo inglese di parola, alla comicità fisica della Commedia dell’Arte. Con una coppia di grandi attori  – Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli – nei ruoli di Rosencrantz e Guildenstern, due perfetti clown/avventurieri, capaci di rendere indimenticabili, ancora una volta, questi due personaggi straordinari. Accanto a loro, nel ruolo del Capocomico, Paolo Sassanelli, interprete ideale per guidare con ironia, carisma ed allegria la compagnia dei comici erranti. A completare il cast, in scena anche Andrea Pannofino e Chiara Mascalzoni.

Alberto Rizzi

Lo spettacolo è un atto unico della durata di 1h 20’ circa

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Le foto sono libere da diritti per esclusivo uso di ufficio stampa; qualsiasi altro utilizzo andrà concordato con la Produzione. Si prega di citare i crediti fotografici di Ennevifoto e di Giada Miglioranza in caso di utilizzo.

Rassegna stampa

La Repubblica – Rodolfo di Giammarco

Il Resto del Carlino – intervista a Francesco Pannofino

Il Corriere Adriatico – intervista a Francesco Pannofino

L’Arena – recensione

GBOPERA – Recensione

Date

  • Nuove date in arrivo.

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  • La Repubblica – Rodolfo di Giammarco
  • Il Resto del Carlino – intervista a Francesco Pannofino
  • Il Corriere Adriatico – intervista a Francesco Pannofino
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